Scorrendo i tanti articoli e pubblicazioni dedicati all’ammiraglia della produzione in mogano dei Cantieri Riva, il “mitico” Aquarama, mi sorprende che, fino a pochi anni fa, nessun articolista né armatore abbia mai fatto notare quella che, certamente, può essere considerata una curiosa anomalia “formale”, che peraltro è sfuggita per anni sia a me che alla Direzione del cantiere. Ecco di cosa si tratta. Quando, verso la fine degli anni ‘60, l’ingegnere Carlo Riva decise di introdurre importanti varianti ad Aquarama, Ariston e Olympic che riguardavano soprattutto le linee essenziali di carene e prue, decise di ridisegnare più incisivamente anche il gruppo luci di via / portatrombe / portabandiera in coperta a prua e le luci di via laterali da montare adesso sulla larghezza dell’imbarcazione o a murata (come richiesto dalle nuove norme ministeriali). Con il portatrombe in coperta, in cima all’asta portabandiera sarebbe rimasta la sola luce di via bianca, mentre le nuove luci di via laterali (il rosso e il verde) sarebbero state di tipo “affusolate”. Al posto della “storica” sirena (ora vietata), nel gruppo importante in coperta si volevano adottare delle “trombe” bitonali (tipo quelle dei TIR!), che l’Ingegnere voleva fossero comunque inconfondibilmente “Riva” sia esteticamente, sia musicalmente. Furono così contattate le Case specializzate del settore, e iniziarono lunghe prove per trovare modelli che rispondessero ai requisiti “esclusivi” voluti dall’Ingegnere e compatibili anche con le dimensioni massime che, come design, io potevo permettermi nell’estetica generale della zona prua. La difficoltà principale fu quella di ottenere una tromba “bitonale” sufficientemente “Riva”, in dimensioni contenute, ed è curioso che il tecnico musicale (bravissimo e paziente) della Ditta scelta – quella che, alla fine, riuscì a soddisfare l’ingegnere Riva – si chiamasse… Paganini (era destino!). Tra i vari bozzetti elaborati attorno agli ingombri delle bitonali e sottoposti all’attenzione della Direzione, alla fine furono scelti i profili che, dal 1968, appaiono su tutti i “nuovi profili ufficiali” in bianco e nero e a colori distribuiti alla stampa e ai dealers. Si decide di fare realizzare subito al nostro modellista i modelli in scala 1:1 per l’Aquarama, in modo da poter valutare l’impatto visivo sul nostro modello più importante; poi vengono passati alla fonderia per ottenere questi nuovi “fittings” da adattare al più presto sulla linea di montaggio. Nel frattempo, vengono preparati portatrombe e luci laterali “affusolate” anche per l’Ariston e, constatando che non ci sono i tempi tecnici per intervenire sulla linea di produzione in corso (1969), si rinvia l’adozione sulla produzione dell’anno successivo. Tuttavia, varie piccole difficoltà sopravvenute e, soprattutto, tempi di approntamento che erano sempre meno compatibili con il ritmo sempre più incalzante di produzione degli Aquarama fecero “slittare” continuamente il momento di installare nella linea di produzione questi due “dettagli”, cosicché in seguito non vennero mai realizzati di serie, perciò non li avete mai visti montati sugli Aquarama, mentre hanno continuato a essere rappresentati (e mai “notati” da nessuno!) su tutti i profili tecnici “ufficiali” distribuiti alla stampa e ai clienti. I bozzetti e i particolari che qui evidenziamo danno un’idea del design complesso e importante del portatrombe, mentre le luci laterali rosso e verde, non realizzate, si decise di sostituirle con quelle “a goccia”, già disegnate e montate con successo fin dal 1966 sullo Junior alla base del parabrezza; la stessa installazione fu adottata per alcuni anni anche sulle basi laterali del parabrezza di Ariston e Olympic, fin quando la nuova normativa legislativa non impose l’adozione di luci di tipo “omologato”. Le varie fusioni di prova semifinite di questi due “dettagli” andarono subito disperse, mentre i due modelli originali in legno di cirmolo, che erano dei piccoli capolavori artistici, sono rimasti dimenticati in un ripostiglio dell’Ufficio Tecnico fino a poco tempo prima che io lasciassi la Riva SpA nell’estate 1996, e successivamente se ne è persa ogni traccia. (Desenzano del Garda, agosto 2006)
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Le Letture Riva








