Tra i vari reperti di ogni tipo che ho accumulato in cantina negli anni, tempo addietro avevo adocchiato e mi aveva incuriosito un modellino in mogano pieno, probabilmente in scala. Osservandolo meglio, ne deducevo che era certamente un prototipo Riva, eseguito con inconfondibile maestria dal nostro modellista Piero Frettoli, databile quindi a fine anni '60. Un'altra deduzione conseguente era che, essendo eseguito con molta accuratezza di forme, il modellista doveva avere ricevuto il relativo piano di costruzione in scala 1:10, che però io finora non sono riuscito a reperire ed è probabile che sia andato disperso. In seguito, altra documentazione con vari bozzetti e scorci datati mi hanno confermato che si trattava proprio di un probabile nuovo Ariston-Open. A fine anni '60, com'è noto, l'Ingegnere Carlo Riva stava facendo apportare notevoli miglioramenti funzionali ed estetici a tutti i modelli in produzione (l'avviamento del 'V' in carena e spigolo conseguente, il maggiore 'slancio' della ruota di prua, nuovi musoni, ecc.) e, con l'occasione, sull'onda del successo commerciale conseguito sia dall'Aquarama, sia dalle ultime versioni del Tritone-Aperto, si era pensato di studiare lo sviluppo di una nuova versione "open" anche dell'Ariston, che però doveva mantenere, con un prendisole adeguato, la stessa confortevole abitabilità , la stessa lunghezza fuori tutto; infine, non trascurabile, la stessa eleganza ed equilibrio formale complessivo. Ben presto, tuttavia, le molte varianti tecniche necessarie (soprattutto il dovere alzare la linea di coperta per ottenere l'altezza necessaria dell'incasso del prendisole sopra il motore), e anche la difficoltà formale di non allungare lo scafo, ci avevano costretto a ridisegnare l'inclinazione e l'avviamento dello specchio di poppa, differenziandola visibilmente dall'Ariston di serie. Tutto questo, alla fine, convinse allora l'Ingegnere ad abbandonare lo sviluppo del progetto, e del probabile Ariston-Open è rimasto solo un modello in scala. In parallelo e poco dopo, invece, quasi tutte le proposte e i dettagli fino ad allora sviluppati, quali il musone, le due prese aria/pedane a trincarino, la nuova capottina cabriolet ripiegabile, i due grandi bottacci avvolgenti verso poppa, il portatrombe, le luci di navigazione (questi dettagli in gran parte erano già prefigurati nello scorcio prospettico dell'open) furono adattati e andarono in produzione sul nuovo modello Olympic, l'ultimo modello Riva in mogano. Il materiale preliminare ricordato più sopra è stato la base che mi ha permesso di realizzare oggi questo scorcio prospettico inedito, che quindi vuole essere solo uno "scoop" storico a memoria per gli amanti dei modelli Riva classici e noi, appunto, l'abbiamo voluto chiamare un "Ariston che non avete mai visto".
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Le Letture Riva








